Un Itinerario che si articola in 200 chilometri percorsi sulla costa e all’interno della Toscana. Si inizia da Carrara, per attraversare le Colline Pisane, scivolare sulla Costa Etrusca, sino alla Maremma.

Quattro tappe che uniscono storia, enogastronomia, sport e divertimento.

Durata: 7 giorni, da Carrara a Grosseto
Km. percorsi: 350,00
Quando andare: ideale primavera, estate e autunno.
Cosa portare: bicicletta, scarpe comode e costume da bagno.
Adatto a tutta la famiglia e gli amanti della buona tavola.
Animali ammessi in ogni struttura.

Agganciate la caravan, caricate le bici o lo scooter sul camper, liberate la dispensa perchè avrete tanto da scoprire in questo itinerario che dura sette giorni in Toscana. Ogni tappa ha indicato dove fermarsi con la caravan o il camper, dove mangiare, dove trovare un accessorio per la veranda o un meccanico per un guasto, cosa acquistare e cosa fare nel tempo libero. Tutto ciò che ho vissuto e provato in prima persona, ve lo racconto e suggerisco.

CARRARA E IL MARMO

Carrara si trova in posizione strategica ideale per visitare le Cinque Terre, ma soprattutto il suo territorio si estende dalle Alpi Apuane fino al mar Tirreno. Questo significa che in pochi chilometri passate dalle vette delle montagne di marmo (Alpi Apuane), attraverso le colline dei vigneti del Candia DOC, fino alle spiagge sabbiose che si affacciano sul mar Tirreno. Ubicata nella parte settentrionale della Toscana è strategicamente comoda per visitare una delle mete turistiche più famose: le Cinque Terre. Cosa rende unica Carrara? Il fatto che tutta la città (case, palazzi, chiese, arredi urbani, portali, marciapiedi, finestre e balconi) sia completamente realizzata in marmo, in famoso “marmo di carrara”.

SOSTA CAMPER - CARAVAN

Dove sostare con il camper o la caravan: Area sosta Time Break Ets

Angelo e Federica sono i proprietari di Time Break Ets, ma prima ancora sono camperisti. Dalla loro passione per il mondo camper, nasce quest’area camping aperta tutto l’anno e adatta solo ai camper.

Tutti i servizi per la sosta sono dedicati al camperista itinerante: bagni riscaldati, zona lavanderia, barbeque, bar ed area comune, anch’essa riscaldata.

Inoltre, d’estate trovate la piscina mentre nel periodo invernale adiacente c’è la rivendita bombole per il gas; la spiaggia e i beni di prima necessità distano a 500 metri e si raggiungono facilmente a piedi.

L’area dispone di 45 ampie piazzole, pianeggianti, in parte ombreggiate e attrezzate di corrente elettrica e acqua. Per ogni ulteriore informazione e maggiori dettagli visitare la pagina www.timebreakets.com oppure la pagina facebook www.facebook.com/timebreakets

COSA VEDERE E COSA FARE DUE GIORNI A CARRARA

VISITA ALLE CAVE DI MARMO

Le cave di marmo sono qualcosa di unico ed imperdibile circondati da altissime, bianche e lucenti montagne di marmo. Sono considerate il più grande bacino marmifero del mondo, che snoda tra le tre principali valli: Colonnata, Miseglia e Torano. Da queste cave gli antichi Romani ricostruirono Roma, con la stessa pietra bianca e lucente hanno fatto statue e monumenti in tutto l’impero Romano.  Lo stesso marmo lo trovate in tutti i più importanti musei, palazzi, chiese d’Italia, scolpito e lavorato dai più grandi artisti della storia: Donatello, Michelangelo, Bernini, e da molti altri artisti e architetti fino ai giorni nostri. Per visitarle è sufficiente chiedere alla reception dell’area camper Time Break e concordare il tour con orari e tappe più comodi. Durante è possibile vedere gli scultori al lavoro mentre creano le loro opere con mazzuolo e scalpello, e saperne di più a riguardo delle tecniche impiegate per “…liberare la figura che si trova all’interno del blocco…”.

LE CINQUE TERRE VISTE DAL MARE

Con il servizio navetta privato dall’area Time Break Ets, raggiungete la Marina di Carrara e da li, con il battello iniziate la giornata per visitare le Cinque Terre. Godrete dello spettacolo di approdare dal mare nel piccolo golfo Riomaggiore, di perdervi nei vicoli di Manarola, Corniglia, Vernazza e sino all’ultima delle cinque, Monterosso. A Riomaggiore inizia la celebre via dell’Amore, un percorso scavato nella roccia che conduce a Manarola.  Il sentiero è veramente meraviglioso: camminerete a stretto contatto con la natura e potrete ascoltare distintamente il rumore delle onde che si abbattono sugli scogli. I colori del mare e delle case arroccate sulla costa riempiranno la memoria fotografica del vostro smartphone. Per raggiungere Corniglia invece dovete avere buone gambe perché è necessario salire la Lardarina, una scalinata di mattoni, ben 33 rampe con 377 gradini, oppure attraversare una strada carrozzabile che dalla ferrovia porta fino al paese. In tutti i casi ogni fatica sarà ripagata dai paesaggi e dallo spettacolo della natura circostante. Se poi non volete tornare dal mare, potete acquistare il biglietto del treno con destinazione Carrara e concordare con la reception dell’Area Time break Ets,  il rientro da terra con la navetta privata dalla stazione ferroviaria di Carrara.

Per pranzare vi suggeriamo questi tre balconi naturali:

CARRARA IN SELLA: 3 CICLOVIE PER LA FAMIGLIA

La provincia di Carrara, nasconde una rete di ciclovie davvero molto interessanti, da vivere con tutta la famiglia. Tra tutte le prossime tre sono quelle adatte a tutta la famiglia e per ogni tipo di bicicletta, l’importante è attrezzarsi di un paio di borse dove riporre una bottiglia di acqua, un piccolo kit di pronto soccorso (cerotti, garze e disinfettante) e una giacca anti vento per difendersi dal vento nelle discese.  Il primo percorso, le colline di Candia, è lungo circa 15 km e con un dislivello leggero non impegnativo. La strada è un misto tra asfalto e sterrato, con partenza da piazza Aranci, proseguendo per largo Matteotti e poi per via Pacinotti e girando successivamente in Viale Trieste. Proseguite poi per via Foce giunti in località Mirteto e qui seguite l’indicazione per Pieve di San Vitale.  Procedete per l’omonima strada e arrivate in piazza della Libertà svoltate a sinistra e poi a destra sino a via Ponte del Vescovo . Attenzione perché a questo punto ci sarà un impegnativa arrampicata iniziale, ma state tranquilli perchè poi avrete 3 km in modo più tranquillo fino ad arrivare a un ristorante. Prendete fiato per un altro km prima di arrivare alla strada bianca per poi raggiungere via Foce.  Il secondo itinerario merita per la bellezza naturalistica che offre. Si sviluppa con un percorso di 16 km su una strada mista tra asfalto e sterrato ed è assolutamente facile da percorrere. Si parte dal porticciolo di Cinquale e si risale lungo il fiume omonimo. Superato il cavalcavia dell’autostrada giunti in via Bregoscia si svolta a sinistra all’incrocio con la viale Marina.  Seguite le indicazioni fino alla località Arenella per procedere in direzione del Lago di Porta. Arrivati a Casina Mattioli si imbatterete in edificio rurale di colore rosa acceso.  Qui inizia il circuito ad anello di 4 km del Lago di Porta che si svolge in parte sugli argini e in parte sullo sterrato attraversando canneti, prati e corsi d’acqua. Il percorso è segnalato con pannelli informativi che descrivono gli aspetti peculiari dell’area protetta. Tornate al semaforo di Renella e svoltate a destra e si procede in direzione Montignoso. Superate l’incrocio sull’Aurelia in direzione Montignoso e nei pressi del cimitero prendete a destra in direzione del Castello Aghinolfi.  Giunti al ponte in località Prato svoltate a destra risalendo le via collinare arrivate ai piedi del castello e svoltate a sinistra. Imboccate la via Guadagni e all’incrocio con la via della Resistenza girate a sinistra per tornare di nuovo a Cinquale. Il terzo itinerario un po’ più impegnativo rispetto agli altri sì snoda all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano a una distanza ha una lunghezza circa di 37 km con un dislivello piuttosto impegnativo pertanto vi consiglio di utilizzare mountain bike con dei buoni rapporti del cambio e soprattutto di avere buone gambe.  Oppure una bicicletta con pedalata assistita. Il dislivello di quasi un chilometro parte da Pontremoli imboccando la statale 62 della Cisa in direzione Parma. Si raggiunge l’abitato di Mignegno e da qui la strada inizia a salire fino al bivio della statale 42 del Passo del Cirone. A questo punto inizia un tratto di saliscendi fino a località Molinello sino arrivare al bivio per Logarghena.  La strada diventa sterrata e inizia a salire per circa 4 chilometri sino al bivio del Rifugio Enrico Mattei. Svoltate a sinistra per raggiungere poi il rifugio da cui si può godere un bellissimo panorama montano.  Ripercorrete poi il percorso al contrario sino ad incrociare la strada asfaltata per poi tornare alla partenza.

COSA METTERE NELLA DISPENSA DEL CAMPER O DELLA CARAVAN

E’ d’obbligo fare un salto a Colonnata, un piccolo paese circondato da imponenti montagne di marmo, lo stesso materiale che vene utilizzato dal 1500 anni, per la stagionatura del famoso lardo di Colonnata (presidio Slow Food). Dal marmo, infatti, si ricavano le conche in cui vengono riposte, a strati alterni, le falde di lardo suino e la salata con gli aromi: pepe, cannella, chiodi di garofano, coriandolo, salvia e rosmarino. La vasca piena viene coperta, controllata periodicamente e poi riaperta circa 6-10 mesi più tardi a stagionatura ultimata. Il lardo viene servito come antipasto, sopra la pizza o una bruschetta oppure dentro ad un panino. In paese trovate molte larderie, dove acquistare il lardo oppure fare merenda con vini e prodotti locali come per esempio il Pane di Marocca fatto con le castagne.

COSA ORDINARE A TAVOLA

Nonostante la presenza del mare, la cucina si è sviluppata per soddisfare la tavola dei lavoratori alle cave.  Si usano prodotti agricoli carne di animali da cortile e maiale, ma i veri piatti da non perdere sono i tordelli (ripieni di carne o spinaci e ricotta), lasagne stordellate, baccalà al forno o marinato, i muscoli (le cozze) ripieni, funghi porcini che sono presenti nelle foreste di castagni e il castagnaccio con la ricotta. Il dolce tradizionale di Carrara è la torta di riso: latte, uova, ed un poco di riso. Per una merenda non mancate di provare la focaccia locale con dentro la “calda calda” che sarebbe la farinata genovese oppure la cecina che si fa in alcune zona della costa toscana. In tutto innaffiatelo con i bianchi e i rossi che vengono prodotti sui Colli di Candia e Luni.

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